Vogliamo vedere un segno!

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In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

(Mt 12,38-42 Lunedì della XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno pari)

Medita

Non è facile scorgere la presenza di Dio nella nostra vita, tuttavia è possibile. E quando questa possibilità si realizza ecco che ci sentiamo sostenuti, accompagnati, amati. Come fare, dunque? Vi è un criterio inconfondibile per riconoscere il Signore che passa nelle nostre giornate: è la logica della pasqua. Pasqua significa passaggio. Pasqua è passaggio da una condizione di morte ad una di vita, passaggio da una situazione problematica ad una risolutiva. È pasqua tutte le volte che si spezza l’egoismo per farsi donazione. Ogni atto di donazione gratuita rivela un assaggio della presenza di Dio. Ogni alba, ogni battito del cuore, ogni respiro, ogni buon caffè, ogni telefonata dei propri cari, ogni regalo inaspettato, ogni gesto d’amore, rivela la gratuità di un Dio che vuole farsi conoscere nella massima discrezione. Ma anche nella tempesta della vita, nei periodi di confusione, nelle giornate più nere è possibile scorgere l’incessante gratuità di Dio che continua a donarsi. È una questione di sguardo. Dunque non abbiamo bisogno di segni, se non il segno per eccellezza che è la Pasqua di Gesù Cristo. La risurrezione di Gesù è il segno che rivela l’amore infinito di Dio e che sconfigge ogni peccato e morte.

Vivi

I sacramenti nella Chiesa sono i segni “tangibili” della Pasqua di Gesù. Dunque rifletto sulle domande:

La mia vita cristiana è sostenuta dai sacramenti? Riconosco nella S.Messa la Pasqua di Gesù? Mi preparo bene a ricevere l’abbraccio di Dio nel sacramento della confessione? Ho paura dell’unzione dei malati? Che ne penso del sacramente matrimonio e dell’ordine?
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