Competizione e contemplazione

Leggi

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

(Lc 9,46-50 – Lunedì della XXVI Settimana del Tempo Ordinario – Anno pari)

Medita

La competizione è uno degli aspetti della vita. Se è sostenuta in modo positivo e costruttivo aiuta a crescere, a migliorarsi. D’altronde l’allenamento, lo sport sono per natura competitivi. Anche l’economia e la pubblicità devono essere competitive. Ci sta. Tuttavia la competizione è sana se abbiamo un’autostima equilibrata. Se abbiamo radici in noi stessi, se abbiamo fiducia in ciò che siamo. Altrimenti la competizione può diventare distruttiva. Diventa l’offesa dell’invidia, diventa affermazione di sé prevaricante che vuole schiacciare gli altri. Diventa delirio di onnipotenza.

È anche la tentazione che troviamo in ogni comunità cristiana. Chi è il più grande? Insomma, chi è il migliore? Chi è il più bravo agli occhi del parroco, del rettore, del vescovo? Risponde Gesù: certamente non chi afferma superbamente se stesso. Il più grande è colui che viene abitato dalla presenza del Signore. Gesù infatti fa l’esempio di accogliere anche un solo bambino nel suo nome. Cioè nella sua presenza, nel suo amore. Quello di Cristo. Non nell’amor proprio. D’altra parte il bambino è colui che si riconosce bisognoso dei genitori. Il più grande è dunque chi si fa piccolo, cioè colui che riconosce che non può bastare a se stesso. Ma ha bisogno del Signore. Dunque se nella comunità cristiana di cui fai parte vedi uno che compie opere più sante delle tue, non entrare in competizione con lui. Non glielo impedire. Anzi quelle opere sono per te. Perché tu possa credere, amare e sperare di più. Contempla. Siamo tutti nello stesso cammino verso la conversione del cuore.

Vivi

La competizione può essere vissuta come bisogno continuo di conferma o di affermazione di sé…

Prega e contempla: riconosci che l’unica conferma autentica di cui hai bisogno è quella dello sguardo di Dio.
Condividi nei tuoi social

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: