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Cos’è il Regno di Dio?

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In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

(Lc 13,18-21 – Martedì della XXX Settimana del Tempo Ordinario – Anno dispari)

Medita

Cos’è il Regno di Dio? Abituati a calcolare, a soppesare e valutare, forse abbiamo dimenticato a contemplare. Eppure la nostalgia della contemplazione si fa avvertire, solo che la anestetizziamo attraverso i film, le serie TV, cinema, videogiochi, ecc… Certamente cose belle, che tuttavia solleticano in noi il desiderio di altri mondi, il fascino dell’avventura e dell’immaginazione.

Dunque cos’è il Regno di Dio? Gesù cerca di spiegarlo attraverso la metafora, attraverso le immagini, stuzzica la contemplazione. Il Regno di Dio è “simile a”, somiglia ad una cosa che tutti conoscono, eppure dietro questa cosa, forse insignificante, si nasconde un “di più” che sprigiona un’enorme potenzialità.

Il Regno di Dio è simile ad un seme che germoglia e diventa un grande albero. Il Regno di Dio è simile al lievito che ingrandisce l’impasto di farina. Il Regno di Dio è Gesù in persona. E dunque? Cos’è un solo uomo dinanzi a tutti gli uomini del mondo di tutte le epoche storiche? Ecco il Regno di Dio: da quell’uomo di Nazaret, un puntino collocato in un tempo e in uno spazio ben preciso, dipendono le sorti della Storia intera, dipende la salvezza e l’ingresso di ogni uomo alla relazione filiale col Padre nello Spirito.

Vivi

Solo uno sguardo contemplativo riesce a vedere l’invisibile nel visibile.

Non c’è nulla nella tua giornata quotidiana che non ti parli di Dio. Chiedi al Signore la grazia di aprirti gli occhi del cuore per riuscire a scorgere la sua presenza anche nelle situazioni più semplici che vivi.

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