È possibile amare i propri nemici?

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

(Mt 5,38-42 – Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario – Anno C)

Medita

Le Legge mosaica rispettava la cosiddetta “legge del taglione”, una legge giusta perché regolamentava le giuste condanne ai torti subiti, eliminando così le ingiustizie. Tra le varie indicazioni della Legge, c’era anche quella di amare i propri amici e di odiare i nemici, in parole povere bisognava ripagare con la stessa moneta. Questa è una mentalità che tuttora viene portata avanti giacché noi ripaghiamo gli altri nella stessa misura con la quale veniamo trattati. Ma Gesù vuole farci diventare perfetti, di una perfezione che non è quella del mondo ma quella di Dio.

Gesù Cristo è l’inviato del Padre, ed è venuto a mostrarci il vero volto di Dio e la vera logica. Il Dio di Gesù Cristo, al quale noi crediamo, è il Dio Amore, sa perdonare, sa andare oltre al perdono, in poche parole ci ama da morire e da vivere. E vuole che noi impariamo ad amare come Lui stesso ama. Allora propone, non solo di amare chi ci ama (il che è facilissimo), ma alza l’asticella chiedendoci di amare soprattutto chi ci odia, cioè i nostri nemici. Umanamente parlando è impossibile, è inutile che ci prendiamo in giro. Ma infatti la proposta di Gesù non è umana ma divina ed in quanto figli di Dio, anche noi possiamo riuscirci. Come? Innanzitutto Gesù ci dice di pregare per queste persone. La preghiera fatta col cuore e l’invocazione dell’aiuto divino ci permetteranno, non solo di riuscire ad amare i nostri nemici, ma soprattutto ci aiuterà a guarire le ferite che queste persone ci hanno inferto. La preghiera fa un doppio effetto curativo: nel momento in cui la preghiera guarisce la persona per la quale è indirizzata, allo stesso tempo è come balsamo che guarisce ed unge la nostra ferita permettendo di ritornare a gioire.

Vivi

La proposta di Dio è difficile ed impegnativa

iniziamo col pregare 5 minuti per una persona che ci odia o che ci ha ferito pesantemente. Oggi potrai riuscirci, domani possibilmente no. L’importante è non mollare ma riprendere, con costanza e con sentimento fiducioso nell’azione e nel supporto di Dio.

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