calm woman behind tree bark in park

Non andare via…resta!

Leggi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

(Gv 15,1-8 – Santa Brigida, Religiosa, Patrona d’Europa – Festa)

Medita

Quando ci avviciniamo al vangelo quotidiano per la nostra meditazione o semplicemente per una “lettura orante”, dovremmo ritagliarci una parola da custodire nel cuore e nella preghiera lungo tutta la giornata. La parola che oggi potrebbe accompagnare la nostra preghiera è “restare”.

Più volte, questa parola, ricorre nel brano odierno. È Gesù che mi invita a restare in un luogo ben preciso: restare in lui. Sembrerebbe una cosa semplice, quasi scontata, e invece è l’arduo segreto della santità.

L’opposto di questa parola potrebbe essere fuggire, andare via. Ed è molto più semplice. Quando le cose diventano complicate, quando siamo feriti, incompresi, anche quando cadiamo nel peccato, la cosa più naturale è scappare.

Invece oggi Gesù mi dice di restare, di non andare via, di non scappare. Restare però, non in una dimensione umana, ma di restare in lui. Essere ancorati in lui. Vivere in lui. È la caratteristica del discepolo e di chiunque vuol vivere il Vangelo.

Restare vuol dire fedeltà. Restare vuol dire amare fino in fondo. Restare vuol dire prendere consapevolezza della propria debolezza e della propria forza. Restare come Gesù stesso è rimasto nella volontà del Padre nell’ora della passione quando la tentazione di fuggire era diventata forte.

Vivi

Impariamo anche da Maria l’arte del “restare” nel Figlio. Contempliamo più spesso il suo modo di restare materno, tenero e intrepido nel mistero della redenzione.

E tu, dove sei invitato a restare e a non fuggire?

Vuoi ricevere nella tua mail il commento al vangelo quotidiano?

Condividi questo articolo nei tuoi social

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: