boat out at sea at dusk

Nelle tempeste della nostra vita

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[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

(Mt 14,22-36 – Martedì della XVIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno pari)

Medita

Potremmo dividere questo vangelo in tre icone.

La prima è Gesù che prega. È sempre coinvolgente guardare Gesù in preghiera. Sapere che lui aveva bisogno di pregare mi stimola a fare diventare la preghiera una priorità nella mia giornata.

L’altra icona è la barca che affronta il vento contrario, i discepoli fanno difficoltà ha remare con il vento contrario e presi dalla paura non riescono a riconoscere il Signore. Anche Pietro, che vorrebbe fare un gesto “eroico” viene sopraffatto dalla paura.

Nella terza icona contempliamo Gesù che sale sulla barca e la tempesta finalmente è calmata.

Questo brano evangelico potrebbe essere la parabola della nostra vita. Quante volte anche noi ci sentiamo su una barca che deve remare contro vento. Quanta fatica avvertiamo. Alcune volte vorremmo abbandonare tutto e lasciarci in balia delle onde.

Ma oggi Gesù ripete a ciascuno di noi : “coraggio sono io non abbiate paura”. Le “tempeste” della nostra vita, vissute con fede, possono diventare l’esperienza più forte della presenza del Signore, che non ci abbandona mai.

Vivi

Come gli apostoli, anche tu,non ti stancare di gridare la tua preghiera:”Signore salvaci”.

Questa preghiera, fatta con fede, può dare serenità al tuo cuore agitato.

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