Signore, non ti importa che siamo perduti?

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In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».

Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».

E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

(Mc 4, 35-41 – San Tommaso d’Aquino, Presbitero e Dottore della Chiesa Memoria)

Medita

In questo brano del Vangelo c’è l’esperienza drammatica della vita di ogni uomo. I discepoli di Gesù si trovano coinvolti dentro una tempesta sconvolgente che minaccia la loro vita. L’Evangelista dice che le acque avevano riempito la barca che, di conseguenza, stava affondando. Ed ecco l’urlo di disperazione: “Maestro, non ti importa che siamo perduti?”

Quante volte ci siamo trovati o ci troviamo in questa condizione? Quando le tempeste della nostra vita ci sommergono e ci sembra impossibile trovare una via d’uscita. La sofferenza, il grande dolore, l’immensa paura, non ci fa vedere la via d’uscita e ci rivolgiamo a Dio attraverso un urlo di disperazione e di rabbia: non ti importa di noi? Dov’è l’amore, la pace e la vita che tanto hai predicato?

Ma i discepoli, come anche noi, non si sono accorti di una cosa fondamentale. Gesù, innanzitutto è sulla barca insieme a loro, non è lontano in un posto al sicuro, è lì nel bel mezzo di quel dramma, insieme a loro. In più si trova sulla poppa della barca, lì dove c’è il timone, nel posto di comando della barca. Ed anche se sembra dormire, Gesù, conduce e governa ancora quella barca. Quella barca indica la nostra vita, Gesù è lì, dentro la nostra vita, condivide insieme a noi quel momento drammatico e ci guida.

Infatti, nel momento opportuno si alza, comanda ai venti ed alla tempesta di calmarsi ed immediatamente torna il sereno, torna la quiete. Non è vero allora che a Gesù non importa nulla di noi, non è vero che farà prevalere le acque tempestose sulla nostra vita ma, a tempo debito, blocca tutto e ci salva, fa tornare il sereno nella nostra esistenza. E ci dice le stesse parole che ha pronunciato ai discepoli: “perché avete paura? Non avete ancora fede?”, cioè, non avete ancora compreso che sono sempre con voi fino al compimento di tutto?.

Vivi

Se stai vivendo un periodo troppo buio e drammatico della tua vita non disperare, non sentirti perso ma urla al cuore di Dio, così come hanno fatto i suoi discepoli: Signore svegliati, non ti importa di me?

E vedrai l’opera di Dio compiersi: la tempesta si allontanerà da te e tu potrai contemplare e godere del sereno. Abbi fede nella potenza di Dio, anche quando tutto si fa pauroso e buio. Lui è con te anche in questo momento e, Lui, che ha donato la vita per te non ti lascerà in balia della tempesta.

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