Cristo si è caricato delle nostre malattie

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In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.

Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità. E si è caricato delle malattie”.

(Mt 8, 1-4 – Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario – Anno A)

Medita

Continua la sfilza delle guarigioni operate da Gesù: il servo del centurione, la suocera di Pietro e i tanti malati portati da Gesù. Questo non perché Gesù era un guaritore o un santone, ma perché riconoscevano in Lui veramente qualcosa in più. Tutti e tre le situazioni di guarigione sono state compiute dietro la grande fede di queste persone. Come vediamo dalle parole del centurione e dalla risposta alla guarigione da parte della suocera di Pietro e delle folle. Infatti, non è il miracolo a far accrescere la fede, ma è la fede, cioè la fiducia nel Dio di Gesù Cristo che permette il miracolo. E questo lo capisce molto bene un pagano, il centurione, che in Gesù ha scritto la sua somiglianza con Dio. In quella richiesta c’è tutta la fede che un uomo possa possedere, infatti, Gesù lo esaudisce. Però fa un appunto: “ non ho mai visto così tanta fede nel popolo “eletto”, nel popolo di Dio e la incontro all’interno della vita di un pagano. Allora questo ci fa comprendere che non è il dirsi “essere cristiani” che ci agevola ma l’esperienza di questo cristianesimo.

Vivi

Gesù è venuto a guarire tutte le nostre infermità e la sua opera non è conclusa. Ovviamente prima della guarigione fisica dovremmo desiderare quella del cuore e dell’anima ….

Abbi fede, abbandonati completamente tra le braccia di Cristo e ti sentirai meglio ed al sicuro.

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